Serve un permesso per fare un pozzo privato in Italia?
L'acqua è pubblica, l'uso domestico è libero
Tutte le acque superficiali e sotterranee, anche non ancora estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato (D.Lgs. 152/2006, art. 144). Il fatto che il pozzo sia dentro la tua proprietà non cambia la natura dell'acqua. Ma la legge riserva al proprietario del fondo una facoltà precisa: per gli usi domestici può estrarre e utilizzare liberamente le acque sotterranee del suo fondo, anche con mezzi meccanici, anche nelle zone soggette a tutela, purché osservi le distanze e le cautele prescritte dalla legge. Sono usi domestici anche l'innaffiamento di giardini e orti che servono direttamente il proprietario e la sua famiglia e l'abbeveraggio del bestiame (art. 93 R.D. 1775/1933, testo vigente).
Per tutto il resto serve la concessione
Salvo l'uso domestico e la raccolta di acqua piovana, è vietato derivare o utilizzare acqua pubblica senza un provvedimento autorizzativo o concessorio dell'autorità competente (art. 17 R.D. 1775/1933, nel testo introdotto dal D.Lgs. 152/2006). Irrigare un'attività agricola, alimentare un agriturismo, cedere acqua ad altri: tutto questo esce dall'uso domestico. In caso di violazione l'amministrazione dispone la cessazione dell'utenza abusiva e applica una sanzione amministrativa da 8.000 a 50.000 euro, ridotta a una somma da 2.000 a 10.000 euro nei casi di particolare tenuità; è in ogni caso dovuta una somma pari ai canoni non corrisposti. Nei comprensori soggetti a tutela, lo scavo di pozzi non domestici richiede prima l'autorizzazione dell'ufficio competente (art. 95).
Denuncia e regole regionali
La denuncia dei pozzi esistenti, a qualunque uso adibiti, è stata imposta a proprietari, possessori e utilizzatori verso Regione o Provincia autonoma e Provincia (D.Lgs. 275/1993, art. 10; l'omessa denuncia è sanzionata per i pozzi diversi da quelli domestici dell'art. 93). Oggi sono le leggi regionali a stabilire come si comunica un nuovo pozzo domestico, quali distanze da confini, fognature e altri pozzi vanno rispettate e quali requisiti tecnici deve avere la perforazione: prima di trivellare vanno lette quelle della tua Regione, non un riassunto nazionale.
Cosa verificare prima di scavare
Chiedi ai vicini a quale profondità hanno trovato acqua: è l'indicatore più affidabile e gratuito sulla falda locale. Guarda la carta idrogeologica regionale e le denunce dei pozzi nel raggio di qualche centinaio di metri (profondità e portata sono dati pubblici). Un geologo per il preventivo costa meno di un foro a secco.
Se compri o vendi
Un pozzo non dichiarato o usato oltre l'uso domestico senza concessione è un problema che emerge in compravendita. Prima di firmare, accertati che risulti denunciato secondo le regole della Regione e, se l'uso non è domestico, che la concessione esista e sia intestata.
Cosa questa pagina non copre
Le norme regionali (che decidono la procedura concreta), i canoni, le aree con divieti specifici di emungimento e le sorgenti e i corsi d'acqua superficiali, per i quali la derivazione richiede comunque concessione. Non è consulenza legale.
Fonte: testi vigenti su Normattiva, consultati il 22/09/2026: R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, artt. 17, 93 e 95; D.Lgs. 152/2006, art. 144 e art. 96; D.Lgs. 275/1993, art. 10. Informazione generale, non consulenza legale.
Manuale completo — 421 pagine, 19 €. Tabelle di dimensionamento, check-list da campo e normativa italiana 2026, capitolo per capitolo. Le prime 18 pagine restano gratuite se vuoi solo l’assaggio.
Il manuale completo — 421 pagine, 14 capitoli, 19 € Ricevi le 18 pagine gratis